mercoledì 15 novembre 2017

F.I.C.O. Eataly World, la Disneyland mondiale del cibo sotto l’inceneritore. Farinetti: Aprire vicino ad un inceneritore che fa male? “Sarei un delinquente” – Video –







In prima pagina e a pag 15 del quotidiano nazionale La Verità l’inchiesta su FICO Eataly World, la Disneyland mondiale del cibo sotto l’inceneritore

di Antonio Amorosi 
Da oggi, per quelli di sinistra, l’inceneritore è un impianto biologico, buono e bello. Perché?
Perché vicino ci fa il grano Oscar Farinetti. Non il «grano» metaforico, quello c’è sempre. Ma il grano vero delle coltivazioni. Contro questo inceneritore non ci saranno le solite manifestazioni ambientaliste.
Apre a Bologna il prossimo 15 novembre FICO Eataly World, la Disneyland mondiale del cibo e dell’agroalimentare. Uno spazio di 100000 mq dove si coltiva e si produce, si seguono gli alimenti dal campo al ristorante per favorirne la tracciabilità e capire cosa si mangia. Ci saranno uliveti, vigneti, allevamenti ed ogni ben di Dio. Peccato sia situato a circa un chilometro e mezzo dall’ inceneritore del Frullo, uno dei più grandi dell’Emilia Romagna e di proprietà della multiutility Hera.
«Neanche sapevo ci fosse un inceneritore», dice Farinetti al telefono quando lo chiamiamo. Siamo nel 2014 e il progetto è ancora in itinere. «Lei è il primo che me ne parla. A pelle direi che visto che sono state fatte una moltitudine di riunioni su ‘ste cose, strano che non sia uscito… lei è il primo, ora voglio cercare di capire». Poi aggiunge: «Se fosse vero magari può essere la motivazione per chiudere l’inceneritore… chi lo sa!». Sottolineando che il problema esiste. Strano non lo sapesse visto che la vicepresidente di Eataly dal 2013, è Tiziana Primorì, dal 1996 con incarichi direttivi in Coop Adriatica (forte azionista di Eataly), oggi Ad di FICO e fino ad aprile 2017 nel cda di Hera, proprietaria dell’inceneritore.
Bernardo Caprotti, il praton di Esselunga, diceva di Farinetti che «è un chiacchierone formidabile, vendeva frigoriferi e ora ci insegna cos’è il food, è l’oracolo… riesce ad ottenere tutto gratis». Lo ha fatto a Torino dove è riuscito ad avere gratis per sessant’anni la sede della Campari, dal sindaco Chiamparino, e ora lo ha fatto a Bologna. Infatti i compagni emiliani hanno messo a disposizione di FICO, con una cessione gratuita, le strutture del Caab, ex centro agroalimentare, del valore di 100 milioni di euro. E Farinetti «deve solo piazzare i suoi quattro scaffali. Un grande…», ripeteva con ironia Caprotti.
Sarà veramente un «grande» o questa volta qualcuno è stato «più grande» di lui?
Perché il biologico e l’alta qualità ora si faranno sulle terre di FICO che da 40 anni ricevono le ceneri al cadmio dall’inceneritore e altri metalli pesanti. L’inceneritore del Frullo emette livelli di cadmio per una quantità «da 3 a 10 volte superiori a quelli riscontrati negli altri siti (negli altri inceneritori, ndr)», scrivono in uno studio del 2012 gli oncologi dell’associazione Medicina Democratica. Il cadmio, si sa, è cancerogeno per l’uomo, come attestano da anni lo IARC (Agenzia internazionale sul cancro) e il Programma nazionale di tossicologia degli USA.
L’inceneritore, attivo sin dal 1973, e come scrive Hera anche sul suo sito, smaltisce rifiuti solidi urbani speciali e «pericolosi, catalogati anche come sanitari contagiosi», non è nuovo a polemiche nella sinistra intorno aFarinetti. Nel 2013 il governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani,“cacciò” l’ex assessore regionale all’Ambiente, Sabrina Freda, che affermava: «Anche i dati dello studio regionale Moniter non sono rassicuranti». Voleva ridurre i rifiuti speciali inceneriti.
E gli oncologi avevano certificato «la possibilità di un aumento dei rischi di malattie tumorali a fegato, pancreas, vescica, colon, linfoma non-Hodgkin, polmone, ovaie, nonché aborti spontanei, nascite pretermine, malformazioni fetali, malattie cardiovascolari e respiratorie».
Ma torniamo alla telefonata con Farinetti, anzi alle telefonate di tre anni fa. Perché dopo la prima, Farinetti chiede al Comune. Ci risentiamo ma ora la questione non sembra più smuoverlo e minimizza: «Deve chiedere al Comune…tutti quelli che ho interpellato mi dicono che le analisi sono negative».
«Ma sono gli stessi che non le avevano detto dell’inceneritore», replico.
Farinetti: «Ma perché evidentemente non lo riteneva (il Comune, ndr) un problema. Perché si devono dire i non problemi? Qui in Italia se diciamo i non problemi poi sa…».
Io gli ricordo dello studio degli oncologi di Medicina Democratica e lui: «Io… se c’è un inceneritore che fa male alla salute di sicuro non apro perché sarei un delinquente…». E mi suggerisce di parlarne col Comune.
Ma FICO è al centro di un bel conflitto d’interessi.
Sorge sull’area del Caab, una controllata del Comune di Bologna che è anche primo azionista della multiutility Hera, che a sua volta è proprietaria dell’inceneritore. La Regione Emilia Romagna, azionista anch’essa del Caab, nomina e controlla Arpa, l’agenzia che rileva le emissioni dell’inceneritore. Tutti da sempre guidati da ex comunisti ora Pd. E tanti, anche in buona fede, hanno investito nel progetto di Eataly: banche, imprenditori, associazioni di categorie, da destra a sinistra, giornali locali inclusi.
Si, perché Farinetti è «mezzo imprenditore e mezzo santone», come racconta in uno dei suo show il comico Maurizio Crozza. Famoso per aver rivelato, e queste sono parole di Farinetti, «il segreto della fortuna o algoritmo del culo»: «Raccontare solo le robe mooolto belle che ti accadono».
Forse i suoi amici e collaboratori lo avranno preso alla lettera e gli hanno raccontato solo le cose «mooolto belle» del Caab. Visto che non sapeva dell’inceneritore e dei suoi fumi. Ma come ha fatto a non notarli? OppureOscar ha messo in pratica un’altra sua parabola: «Il grande salto dall’essere buoni all’essere giusti è l’abbinamento con la furbizia. Se riusciamo a essere furbi e coraggiosi diventiamo giusti»
Ecco il nuovo miracolo italiano che vedremo a Bologna da FICO. Un’area vicino ad una fonte inquinante diventa una valle profumata e fertile e il cadmio un balsamico per i milioni di turisti attesi da tutto il mondo. «This is money», diceva Caprotti parlando della «narrazione furba» diFarinetti. Ed è proprio il caso di dirlo: E’ il miracolo più FICO del mondo. 
(articolo del 8 novembre) e qui su AFFARITALIANI.IT
 fonte http://www.antonioamorosi.it/2017/11/08/apre-f-i-c-o-la-disneyland-del-cibo-di-farinetti-vicino-allinceneritore/

La fabbrica delle notizie gonfiate: come nella Corea del Nord

Un fatto di cronaca, una deprecabile testata di un presunto criminale finora incensurato a un giornalista – una notizia che avrebbe meritato un titolo in cronaca – tiene banco da svariati giorni e da giorni diventa apertura dei telegiornali e dei quotidiani. Una stupida e crudele manipolazione di una foto di Anna Frank per cazzeggi sportivi diventò per giorni e giorni una tragedia nazionale con mobilitazione delle istituzioni, preghiere e letture negli stadi e nelle scuole per riparare alla profanazione e denunciare la rinascita del solito razzismo e nazismo. E più indietro, una scritta sui muri sul tema diventò argomento di apertura dei giornali e dei tg con relativa denuncia del pericolo fascista tornante. Lo stupro compiuto da un magrebino ai danni di una ragazza che si era ubriacata e si era accompagnata a lui, assume rilevanza nazionale ma solo per deprecare il prete che ha usato parole troppo dure per dire una cosa giusta: se vi sballate e vi accompagnate agli sconosciuti poi non lamentatevi. Ho citato solo i primi che mi sono venuti alla mente, ma la dilatazione di una parola, di un gesto, di un atto violento da bullo di periferia al rango di Evento Nazionale, di Dramma Epocale è ormai roba di ogni giorno. Analoghi o più gravi fatti ma di segno diverso passano inosservati o relegati nelle pagine interne.
Non ci sono in queste vicende né morti né stragi, deportazioni di popoli, violenze di massa, minacce alla sicurezza; sono fatti di cronaca che avrebbero meritato un titolo sui giornali ma non il lutto nazionale e l’allarme generale. Ma servono tutti per tenere Roberto Spada, la testatavivo e dominante il Grande Racconto Ideologico, per alimentare la religione del politically correct. Dove i fatti spariscono e restano le “narrazioni” che aspirano a dimostrare una sola cosa: mafia, fascismo, razzismo, fanatismo, violenza anche sportiva, sono la stessa cosa. A nulla vale obbiettare che “il testa” è un sinti e non un fascio italiano, che simpatizzava per Grillo e magari pure per il Pd, e comunque è irrilevante la sua opinione politica, ha reagito violentemente perché non voleva la troupe addosso e non per motivazione “politica”. E a nulla vale aggiungere che Ostia è come un migliaio di comuni italiani sotto attacco o infiltrazione della malavita, tra mafia, camorra, ‘ndrangheta, simili e derivati. Nel resto dei comuni non comandano i puffi, sono ben inseriti i ladri comuni, i corrotti comuni, i comitati d’affari di ogni giorno. Ma a Ostia si vota, CasaPound ha preso un sacco di voti, è in gara un candidato di destra; ergo la vigilanza democratica e antifascista deve raggiungere il massimo grado di attenzione. E a proposito di mafia & fascismo a nulla vale ricordare per la Anna Frank con la maglia della Romaverità storica che l’unico momento in cui la mafia fu cacciata dall’Italia e poi tornò nel ’43 con gli americani fu – ma guarda un po’ – durante il fascismo.
Ora mi chiedo: ma che messaggio diamo ai cittadini, ai lettori, agli ascoltatori se i fatti principali sono questi e servono tutti a una pedagogia ideologica di massa? Poi vi lamentate delle fake news, ma è già la fabbrica delle notizie gonfiate e manipolate a drogare i fatti per veicolare l’opinione pubblica e distorcere la realtà. In uno stupro il colpevole dovrebbe essere lo stupratore, quindi in seconda battuta è complice la leggerezza delle ragazze che si sballano e si accompagnano a gente così. Invece per i media il colpevole è il prete che ha usato un linguaggio troppo aspro per dire una cosa sensata e vera. Ma la verità non esiste nel panorama balengo della disinformazione di massa. Se la prendono coi titoli urlati di “Libero” ma la realtà, la verità, la priorità delle notizie è stuprata ogni giorno anche dall’informazione di Stato. I nostri notiziari sembrano la versione occidentale di quelli coreani. Solo che da noi la dittatura non è nelle mani di Kim ma del politically correct. E giù censure a chi non la pensa così. Poi vi lamentate se la gente trova un alibi per disertare l’informazione, per non comprare i giornali, per barricarsi con le cuffie e i telefonini nella propria egoistica privacy.
(Marcello Veneziani, “La fabbrica delle notizie gonfiate”, da “Il Tempo” del 13 novembre 2017, articolo ripreso dal blog di Veneziani).
http://www.libreidee.org/2017/11/la-fabbrica-delle-notizie-gonfiate-come-nella-corea-del-nord/

I VACCINI A 5 STELLE E LO ZIO SAM



di Gianni Lannes

Oste è buono il vino? Il movimento 5 stelle “è per la massima copertura vaccinale”: così è scritto in rete. Burionate lorenziniane? Dagli States, prima dell'ultima trasferta di Luigi Di Maio (pagata da chi?), c’è l’esperto Silvestri che pontifica sulla bontà dei vaccini e bacchetta chi osa dissentire o criticare tali sostanze estranee all'organismo umano, come il dottor Fabio Franchi. 



Guido Silvestri è il capo del dipartimento di microbiologia e immunologia dell’università Emory di Atlanta, editor di Journal of Virology dunque quello che si può definire un “pezzo da 90” nel suo campo; in altri termini è uno che si dà arie da primo della classe", uno che ha usato l’argomento del principio d’autorità per zittire il prossimo.

Niente dialogo, però attenzione alla voce conflitto di interessi economici. Comunque basta scavare un minimo per accertare prove alla mano che il predetto ateneo è finanziato dalla Geovax. Dunque, chi lavora all'Emory non è super partes.

Il datore di lavoro del Silvestri, l'ultimo esperto dei pentastelluti, è proprio l'Emory. La medesima incassa soldoni dalle industrie farmaceutiche e detiene una percentuale delle azioni nella stessa compagnia GeoVax. Dunque, non ha voce in capitolo sui vaccini, tantomeno sulle vaccinazioni coercitive di massa: argomento chiuso. C'è un sito online dove è possibile leggere i dettagli: importi e donatori. E' sufficiente inserire “emory university”:


Fino a tempi recenti Grillo e i grullini erano contro i vaccini. Poi, dopo un viaggetto di Giggino negli States qualcosa è cambiato in questo partito padronale. Per la cronaca documentata: nel 2008 Grillo e Casaleggio senior hanno incontrato segretamente a Roma, presso l’ambasciata United States of America, l’allora ambasciatore yankee. Un rapporto desecretato nel 2012 racconta i dettagli di quella visita. Insomma, un incontro propedeutico alla nascita del movimento 5 stelle, una colazione utile a disinnescare la protesta popolare nel belpaese. Ma non dovevano aprire il Parlamento come una scatola di sardine?

Luigi Di Maio deve averci preso gusto a volare oltre Atlantico: eccolo ancora negli States per accreditarsi presso i padroni a stelle e strisce, per poi chiudere gli incontri con una tavola rotonda insieme ad alcuni esponenti italiani della ricerca biomedica. I Cinque Stelle parlano di un viaggio che "rientra nell'ambito delle consuete visite istituzionali", il cui obiettivo principale è "stabilire una forte relazione con il mondo politico, economico e commerciale statunitense che guarda con interesse verso l'Italia". Ma Di Maio, l'aspirante premier della colonia tricolore che siede sulla poltrona di vicepresidente della Camera grazie a Renzi, un corso elementare d'inglese l'ha fatto, e almeno una laurea l'ha conseguita?


riferimenti:
















https://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/11/i-vaccini-5-stelle-e-lo-zio-sam.html

mercoledì 8 novembre 2017

“L’EURO AIUTA I POVERI”. ECCO L’ULTIMO DELIRIO DEL PD

“L’EURO AIUTA I POVERI”. ECCO L’ULTIMO DELIRIO DEL PD

L’articolo di Filippo Taddei – “responsabile economico del Pd” – del 18 febbraio scorso, in difesa della permanenza dell’Italia nell’euro merita una appropriata risposta. Esso presenta due argomenti.
QUI L’ARTICOLO DELL’ESPONENTE PD: Lettera Taddei
Il primo argomento è che – in caso di uscita dall’euro – una svalutazione del 20% della nuova moneta causerebbe il “crollo dei salari reali”. Ammettendo l’eccessiva svalutazione ipotizzata, considerata la percentuale di estero nei consumi italiani – che subirebbero dei rincari -, il “crollo” dei salari reali può essere meccanicamente stimato al 5,7%. Ma non tutti i produttori esteri sul mercato italiano alzerebbero i prezzi del 20%: gli economisti stimano, e solo nel lungo termine, rincari fino al 62% della svalutazione: in tal caso i salari calerebbero solo del 3,5%. Infine, gli aggiustamenti delle scelte di consumo – dai prodotti esteri a quelli nazionali – limiterebbero la riduzione dei salari reali a un 3% una tantum (1,5% se la svalutazione sarà del 10%). La svalutazione ripartisce il costo dell’aggiustamento fra tutti i fattori produttivi.
In cambio, come ironizza (?) Taddei, “le nostre esportazioni diventerebbero competitive… e le nostre aziende potrebbero vendere facilmente in tutto il mondo, creando ricchezza e posti di lavoro”. Con alcune conseguenze. Calerebbe la disoccupazione: i giovani troverebbero più facilmente lavoro; scenderebbe il rischio di perderlo (per chi ce l’ha). Il miglioramento delle aspettative darebbe gambe alla ripresa economica. Aumenterebbero gli introiti fiscali, arrestando il debito pubblico e i tagli ai servizi sociali primari (sanità, istruzione, ecc.) avviati da Monti. La ricomposizione dell’attuale squilibrio fra domanda e offerta di lavoro determinerebbe, nel tempo, una pressione al rialzo sui salari ed una loro crescita sostenibile.
Questo scenario va confrontato con l’aggiustamento dell’economia italiana (spagnola, greca, portoghese, francese) necessario nell’euro. Che è sotto gli occhi di tutti. Incentrato tutto sulla deflazione salariale. Realizzata grazie alla “distruzione di domanda” (Monti), alla perdurante elevata disoccupazione, e a leggi che riducono le difese dei lavoratori. Questa è la via, nell’euro. Comporta un’enorme inefficienza macroeconomica: l’industria italiana ha perso il 25% della capacità produttiva, a fronte di piccoli immaginari guadagni di produttività (di ciò che sopravvive). Essa inoltre destabilizza le banche. Genera un’estrema difficoltà a mettere il debito pubblico su un sentiero decrescente. Genera infine una corsa al ribasso di salari, standard ambientali e lavorativi, fra i paesi europei (aggravata dal mercantilismo tedesco). Che nessuna globalizzazione aveva mai provocato – nonostante gli allarmi pelosi contro i prodotti cinesi – grazie ai cambi fluttuanti. Dovrebbero rifletterci i vari Emiliano, D’Alema e chi non si sente collocato su valori di sinistra nel Pd di Taddei: nessuna sinistra sopravvive nell’euro di Maastricht.
La tesi secondo cui “ogni svalutazione genera sempre inflazione” è invece facilmente smentita ricordando che fra il 1991 e il 1994 – all’epoca della grande svalutazione della lira – l’inflazione passò dal 6,2%, prima della svalutazione, al 5,3%, al 4,6%, al 4,1%, per toccare un minimo di 1,7% nel 1999. L’inflazione è un processo generalizzato e continuo di aumento dei prezzi: non un piccolo aumento una tantum di alcuni prodotti energetici. Perché si determini occorre: (a) una forte pressione della domanda sull’offerta nei mercati dei beni e/o del lavoro; (b) una indicizzazione dei salari. Nessuna di queste due condizioni è oggi presente. Purtroppo, Taddei utilizza unicamente i macro-modelli neoclassici che si fondano sull’assunto della piena occupazione permanente, inadeguati alla fase che viviamo.
Il secondo argomento di Taddei contro l’uscita dall’euro è che: “Abbandonare una moneta significa [che]… i conti correnti e i titoli in euro vengono ridenominati forzosamente in una moneta debole… Tutti cercano di svuotare il conto in banca e trasferirlo altrove per proteggerne il valore… Le persone non possono accedere più al proprio denaro… il sistema bancario del paese collasserebbe…”. In realtà, i conti correnti non verrebbero mai ri-denominati in lire: sarebbe demenziale per chiunque privare la nazione di un tesoro valutario simile. Lo stesso vale per la grandissima maggioranza dei titoli. La nuova moneta invece si aggiungerebbe all’euro, sostituendolo gradualmente (come avvenne nel 2001 con l’euro).
La retorica della “difesa dei più poveri” del Pd non è più credibile nell’attuale assetto. Neppure quella dell’europeismo, che è in crisi da quando c’è l’euro. Agli amici del Pd dico: troviamo strade più autentiche ed innovative per difendere valori così importanti.
http://www.stopeuro.news/leuro-aiuta-i-poveri-ecco-lultimo-delirio-del-pd/

domenica 5 novembre 2017

GENTILONI LA SPARA GROSSA: “IO PREMIER? SONO COME UN MEDICO CHIAMATO PER L’EMERGENZA”

GENTILONI LA SPARA GROSSA: “IO PREMIER? SONO COME UN MEDICO CHIAMATO PER L’EMERGENZA”

A stare con lo zoppo si impara a zoppicare. E a forza di stare con Renzi si impara a spararle grosse. Stavolta è toccato al soporifero premier Paolo Gentiloni tessere le proprie lodi. “Non ho vinto le elezioni e non sono leader di partito. Sono un medico chiamato ad operare in una situazione di emergenza. Sono realmente calmo, spero di non essere mesto”. Ha affermato il Presidente del Consiglio nel suo colloquio con Bruno Vespa per il libro ‘Soli al comando’.
Gentiloni si sente “adatto a un modo di guidare le cose che rende necessario il gioco di squadra”. A lui piace il termine ‘impopulista’. “Bisogna avere il coraggio – dice Gentiloni – anche a costo di scelte impopolari, di non seguire la deriva che per comodita’ chiamiamo populista, antieuropea. Merkel, per esempio, ha fatto una scelta impopulista decidendo nel 2015 di accogliere centinaia di migliaia di immigrati”. E il risultato s’è visto. Adesso li sta rispedendo tutti indietro…
fonte Il Populista
http://www.stopeuro.news/gentiloni-la-spara-grossa-io-premier-sono-come-un-medico-chiamato-per-lemergenza/

IL CAPPIO SI STRINGE: ECCO COME LO STATO STA METTENDO GLI ITALIANI IN MISERIA




Le manovre compiute dagli ultimi governi nel nome della lotta all’evasione e al riciclaggio si ritorcono sul cittadino qualunque.E il cappio si stringe…

Di Marco Cedolin

Stando alle parole di un detto popolare di Andreottiana memoria , “a pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina” e non occorre l’ausilio di molta fantasia per pensar male di tutta una serie di manovre compiute dagli ultimi governi nel nome della lotta all’evasione e al riciclaggio, che però rischiano di ritorcersi drammaticamente sul cittadino qualunque, piuttosto che non sugli affari di cosche, trafficanti et similia.


Da ormai parecchi anni i cittadini sono stati costretti a depositare i loro (tanti o pochi) averi all’interno del sistema bancario, rendendo di fatto indispensabile il possesso di almeno un conto corrente. Al tempo stesso si è fatta sempre più stringente la battaglia contro l’uso del contante, facendo sì che prelevare il proprio denaro dal conto bancario (soprattutto nel caso di somme un minimo rilevanti) sia diventata una corsa ad ostacoli dai forti accenti kafkiani….

Dall’inizio di luglio, con la scomparsa di Equitalia e la sua sostituzione con Agenzia delle Entrate Riscossione, come voluto da Renzi, il nuovo soggetto potrà pignorare i conti correnti degli italiani senza neppure bisogno di un mandato del giudice, qualora abbiano sulle spalle delle cartelle esattoriali non pagate.

Diventano fuorilegge anche i libretti postali al portatore (quelli che di fatto equivalevano al contante) che dovranno tassativamente venire estinti entro dicembre 2018. Da gennaio 2018 per fare la revisione del l’autovettura e perciò non incorrere nel sequestro della stessa, occorrerà dimostrare di essere in regola con il pagamento di tutti i bolli arretrati.

Italiani costretti ad essere debitori

Insomma a pensar male si ha la sensazione che da un lato lo Stato stia mettendo gli italiani in miseria, deprivandoli della possibilità di conseguire un reddito dignitoso. Dall’altro li costringa a raccogliere i pochi averi residui in strutture all’ interno delle quali si può arrogare il diritto di prelevare coercitivamente.

Il tutto dopo averli costretti ad essere debitori per cifre che non sono in grado di pagare (basti pensare alle rate dell’INPS per un lavoratore autonomo che non riesce a tirare avanti o ad una multa di 800 euro per un precario che non li guadagna in due mesi) e vengono gonfiate all’uopo attraverso interessi da usura.

Il dramma peggiore, sempre a pensar male, è che una volta spolpati fino all’osso questi cittadini evasori, ormai senza fissa dimora e senza un conto in banca, verranno lasciati a dormire sotto i ponti da uno Stato che non prevede alcun sostegno ed ammortizzatore sociale e sta spostando il momento della pensione sempre più avanti nella terza età.




http://ilsapereepotere2.blogspot.it/2017/11/il-cappio-si-stringe-ecco-come-lo-stato.html

mercoledì 25 ottobre 2017

Il piano GENOCIDA dell’ONU per l’ITALIA: Sostituire, entro il 2050, 1 italiano su 3 con immigrati!

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Ci sono ancora tanti itaGLIONI che ridono quando leggono notizie del genere. Eppure lo dice l’ONU. Quello che sta avvenendo oggi cos’è secondo la fogna sinistroide? Solidarietà? Fratellanza? Vogliono davvero aiutare i deboli? E perché gli italiani che si trovano in difficoltà vengono completamente abbandonati? Pensate davvero che aiutare 100.000/300.000 immigrati facciamo del bene? Forse dimenticate che nel mondo ci sono 5.000.000.000 (5 MILIARDI). No signori, hanno semplicemente iniziato la sostituzione del popolo italiano. Tantissimi giovani scappano all’estero, e tantissimi immigrati vengono deportati dalle ONG in Italia e in Europa.

IL PIANO GENOCIDA ONU PER L’ITALIA: SOSTITUIRE 1 ITALIANO SU 3 CON IMMIGRATI.
E’ tutto in un libro. Non nascondono il loro piano di sostituzione etnica.
Secondo l’ONU, nel 2050, un terzo della popolazione italiana dovrà essere composta da immigrati. Non una previsione, ma un vero e proprio progetto criminale.
E’ tutto scritto nero su bianco in un libricino che quanto a ‘genocidio’ fa impallidire il Mein Kampf: «Replacement Migration: is it a solution to declining and ageing populations?», l’immigrazione come sostituzione etnica della popolazione italiana ed europea.
E’ stato redatto dal Dipartimento degli Affari sociali ed economici dell’Onu.
Secondo l’ONU, l’Italia avrebbe la “necessità” di far entrare tra i 35.088.000 e i 119.684.000 di immigrati per “rimpiazzare” i lavoratori italiani. Un’idea demenziale, visto che già oggi i nostri giovani sono per il 50% disoccupati.
L’idea che sottende questo progetto criminale, è che tra 36 anni gli over 65 saranno il 35% della popolazione e il tasso di natalità 1,2 bambini non è sufficiente a rimpiazzare chi esce dal mercato del lavoro.
Questo è economicamente demenziale. Un dato su tutti: se oggi avessimo la metà dei giovani, avremmo il 100% dell’occupazione giovanile. Ergo: se tra 36 anni ne avremo meno, non sarà un problema occupazionale, ma questo i pro-immigrazione non lo dicono. Per loro, la disoccupazione giovanile in Italia non esiste.
Si potrebbe poi pensare, se proprio si ritiene imprescindibile una più alta natalità (poi spiegheremo un altro motivo perché non lo è), a sostenerla con politiche a favore delle famiglie per supportare chi vuole far figli. Ma le Nazioni Unite, invece, programmano il nostro genocidio etnico: “sostituire” ai lavoratori italiani, francesi, inglesi, tedeschi, spagnoli quelli provenienti dal Terzo Mondo.
Come se, tra l’altro, sostituire lavoratori europei con QI medio di 105 con africani che non arrivano a 75 fosse possibile, senza degradare tutto il tessuto economico: una sorta di futuro alla Idiocracy.
Ma un ‘calo demografico’ non sarebbe male. L’Italia è un territorio densamente popolato: Genova docet. Più spazio: case più grandi, più verde, meno traffico, meno inquinamento.
Ceteris Paribus, nel 2050, secondo il dossier, saremo in 41.197.000, 194mila in più di quanti eravamo 64 anni fa.
Le Nazioni Unite – organo criminale massonico – vogliono «rimpiazzare» (come scritto senza nasconderlo nel titolo del dossier) l’Europa e l’Occidente con una massiccia iniezione di immigrati da Asia, Africa e Oceania. Un crogiolo indistinto e informe di razze, culture, religioni che si trasformerà in un campo di battaglia per la sopravvivenza.
Il tutto, condito con la scusa che ‘sono risorse’ e ‘servono al mercato del lavoro’, a ‘pagare le pensioni’.
PUTTANATE.
Tra pochi anni, e qui veniamo al secondo motivo per il quale anche con un calo demografico il mercato del lavoro non necessiterà di alcun immigrato, vivremo e stiamo già vivendo una ‘rivoluzione robotica’.
Auto e camion che si guidano da soli faranno sparire intere categorie di lavoratori. I robots inonderanno il mercato del lavoro, tanto che, a stento, ci sarà possibilità di occupare una popolazione in calo demografico.
La crescita demografica in sé non è sinonimo di ricchezza, altrimenti l’Africa non sarebbe l’Africa. Dipende, tutto, dalla ‘qualità’ della popolazione.
E questo solo ragionando in termini ‘materialisti’. Perché, anche ‘convenisse’, un futuro senza identità, senza sapere chi sei non vale la pena di essere vissuto.
E’ il TEMPO della RIVOLTA. Chi non si ribella è COMPLICE dei genocidi al governo.
https://disquisendo.wordpress.com/2017/10/23/il-piano-genocida-dellonu-per-litalia-sostituire-entro-il-2050-1-italiano-su-3-con-immigrati/