sabato 20 maggio 2017

VACCINI: GOVERNO ITALIANO TELECOMANDATO









Da sinistra: Ranieri Guerra, Consigliere Scientifico Ambasciata a Washington, il Presidente dell’AIFA Sergio Pecorelli, Bill Corr, UnderSecretary for Human Health Services (HHS), il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il Vice Ambasciatore italiano a Washington, Ministro Luca Franchetti Pardo





di Gianni Lannes




Tutti i politicanti italidioti e i camici bianchi venduti al miglior offerente che vogliono imporre mediante la violenza istituzionale la vaccinazione obbligatoria, diano il buon esempio con l'inoculazione in diretta televisiva di un bel siringone di dodecavalente con richiami ogni tanto.

Comunque, non è in corso alcuna epidemia ma i soliti affarismi sulla pelle di neonati, bambini e adolescenti. Come al solito la colonia tricolore prende ordini dallo zio Sam anche in materia di malasanità istituzionale. Ecco come è decollata la crociata vaccinale contro i bambini italiani. Il comunicato stampa 387 targato agenzia italiana del farmaco del 29 settembre 2014 recita:


«Washington, 29 settembre 2014 – L’Italia guiderà nei prossimi cinque anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo. È quanto deciso al Global Health Security Agenda (GHSA) che si è svolto venerdì scorso alla Casa Bianca. Il nostro Paese, rappresentato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, accompagnata dal Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) prof. Sergio Pecorelli, ha ricevuto l’incarico dal Summit di 40 Paesi cui è intervenuto anche il Presidente USA Barack Obama.

“È un importante riconoscimento scientifico e culturale all’Italia, soprattutto in questo momento in cui stanno crescendo atteggiamenti ostili contro i vaccini – ha dichiarato il prof. Pecorelli - Dobbiamo intensificare le campagne informative in Europa, dove sono in crescita fenomeni anti vaccinazioni. Si tratta di un’operazione che l’Italia intende condurre con il coinvolgimento attivo di tutti gli attori, incluse le Università. Per prevenire la diffusione di malattie da tempo eradicate nei paesi occidentali e che, oltre all’impatto drammatico che hanno su decessi e patologie evitabili, impongono costi rilevanti ai sistemi sanitari”.
“Sul tema della salute dobbiamo rafforzare la cooperazione internazionale - ha affermato il Ministro Lorenzin - Il tema dei vaccini sarà una delle priorità durante il semestre italiano di Presidenza Europea. Il nostro Paese si trova al centro dell’area mediterranea e le molte crisi internazionali hanno portato a nuovi imponenti flussi migratori. È necessario rafforzare i controlli nei confronti di malattie endemiche riemergenti come polio, tubercolosi, meningite o morbillo. Se vogliamo evitare il collasso dei sistemi sanitari del Vecchio Continente dobbiamo rafforzare i processi di vaccinazione verso tutte le persone che vivono in Europa. L’Italia, attraverso l’operazione Mare Nostrum, ha svolto oltre 80.000 controlli sanitari negli ultimi mesi. Abbiamo già sufficiente esperienza per coordinare campagne di prevenzione contro nuove possibili epidemie”.


“Ma l’impegno dell’Italia per questa campagna – ha proseguito Pecorelli – a favore della vaccinazioni si realizzerà anche con il coinvolgimento degli atenei, partendo da importanti esperienze già maturate con il progetto Salute 10+, promosso da Healthy Foundation in due Regioni, Lombardia e Veneto. Iniziativa che ora si estenderà in altre 7 Regioni, andando nelle scuole medie a parlare ai ragazzi (e ai docenti) di corretti stili di vita e vaccinazioni. Il progetto sarà presentato il 3 novembre a Roma, nel corso dell'incontro sulle politiche vaccinali promosso da Ministero Salute e AIFA nell'ambito degli eventi del semestre di presidenza italiana"».


Una settimana più tardi, esattamente il 7 ottobre 2014, il primo ministro pro tempore Matteo Renzi incontra i dirigenti delle multinazionali del farmaco per una strategia comune. La cronaca racconta: «è la prima volta che un primo ministro incontra un gruppo di Ceo mondiali dello stesso settore. L’obiettivo dell’incontro è stato fare il punto sull’impegno dell’esecutivo in un settore strategico come quello farmaceutico e sull’attrazione di investimenti in Italia».

Di cosa hanno discusso Matteo Renzi e i faccendieri di Big Pharma nell’incontro del 2014? Cosa hanno richiesto questi criminali farmaceutici al presidente del consiglio italiano in cambio di ponderosi investimenti nel belpaese? Qual è stato il prezzo da pagare? E’ solo un caso che il loro affarismo dichiarato siano i vaccini? Oppure c’è qualche legame con il terrorismo governativo, istituzionale, sanitario e mediatico di questi mesi?


A metà dicembre dell’anno 2015, il capo dell’Aifa, ossia dell’agenzia di controllo del farmaco in Italia, tale Sergio Pecorelli, è stato costretto a dimettersi, a causa dei giganteschi conflitti di interessi. L’Aifa (il controllore), peraltro ha elargito ben 20 milioni di euro alla Glaxo (il controllato).

Ancora pagine di cronaca ad aprile 2016: «GlaxoSmithKline (Gsk), la multinazionale britannica del pharma, raddoppia e decide di scommettere ancora un miliardo in Italia nei prossimi quattro anni. Un investimento sostanzioso e forse addirittura sottostimato rispetto ai programmi mondiali di Gsk, che proprio dalle attività nel nostro Paese conta di incrementare il business del gruppo. A partire da quelle del polo toscano dei vaccini di Siena e di Rosia, il cuore rispettivamente della R&S e della produzione di settore, dopo il mega scambio di attività (vaccini contro oncologia) con Novartis perfezionato l'anno scorso. Non a caso proprio ai vaccini, col business strategico anti meningite, sarà riservato il 60% degli investimenti (600 mln), contro il 40% dedicato al pharma tradizionale».


26 settembre 2016: sul portale della famigerata GSK (che in passato passò una mazzetta di 600 milioni di lire al ministro della sanità De Lorenzo per rendere obbligatorio un vaccino con la legge 165/1991) si legge: «Il Premier Matteo Renzi presenta oggi il Piano Nazionale Industria 4.0 in Auditorium GSK a Verona».


Autunno 2016, parola di Matteo Renzi: «Basta propaganda, coi vaccini non si scherza. Negli asili nido deve esserci chiarezza, basta con alchimisti e stregoni, i nostri asili devono avere i bambini vaccinati». 


24 Ottobre 2016, Sergio Mattarella: «Occorre contrastare con decisione gravi involuzioni, come accade, per esempio, quando vengono messe in discussione, sulla base di sconsiderate affermazioni prive di fondamento, vaccinazioni essenziali per estirpare malattie pericolose e per evitare il ritorno di altre, debellate negli anni passati».


Il grido di allarme lanciato dalle istituzioni e dalle più alte cariche dello Stato, - compreso il ministro della salute Lorenzin (non laureata) che ha confuso i virus con i batteri - ha destato allarme sociale e confusione di massa nella popolazione. Si tratta di un grave reato penale. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità «nel 2016, da gennaio a dicembre, ci sono stati 844 casi e 238 soltanto nel gennaio 2017». Ripetono in coro a reti unificate politicanti, camici bianchi e pennivendoli: “il morbillo è tornato per colpa di chi non si vaccina”. 


Comunque, nessun deceduto. Dati ufficiali alla mano: prima degli anni Novanta, ogni lustro il morbillo si presentava a ondate epidemiche, e così tutti diventavano protetti entro una decina d’anni. L’87-89% dei bambini è vaccinato contro il morbillo ma della durata della protezione degli adulti non si sa nulla. Più della metà di chi ha contratto la malattia di recente ha dai 15 ai 40 anni. Dei pochi casi analizzati in gennaio, un 12 per cento era stato vaccinato una o più volte, di un altro 7% non si sa niente. Da precedenti studi è noto che circa il 5 per cento di vaccinati non è immunizzato. La protezione data dalla malattia, invece, dura tutta la vita. Nessuna autorità medica o comunque istituzionale ha mai verificato quanta parte di popolazione sia effettivamente immunizzata, naturalmente o in seguito a vaccino, quindi non si conosce la percentuale dell’immunità di gregge da morbillo, a maggior ragione fra i ventenni-quarantenni che non hanno contratto la malattia. 


Eppure in Italia, ogni giorno, mille persone ricevono una diagnosi di tumore maligno e si calcola che 485 persone al dì muoiano di cancro (la stima è al ribasso, appartiene alle sole regioni dotate di registro tumori nel 2013). Sempre al 2013 si riferiscono gli 11.124 morti per leucemie e linfomi. Già, nel Paese che per diversi mesi all’anno, da anni, supera il limite delle polveri sottili e del benzene nessuna-amministrazione-nessuna ha mai promosso la circolazione di veicoli elettrici, come accade a Pechino. Vogliamo mettere a confronto gli 844 malati di morbillo (vivi) con gli 11.124 morti di leucemie e linfomi? Vogliamo ammettere l’esistenza del danno post vaccinazione e pretendere studi comparativi? 


Da una tabella sull’incidenza del morbillo nei Paesi europei si evince che l’alto numero di vaccinati non coincide con assenza o poca presenza di malattia. In ogni caso l'utilità dei vaccini non può essere stabilita da chi i vaccini li produce e ha interesse a trarne profitto, specie se la produzione è nelle mani di individui senza scrupoli, il cui scopo non è certo la tutela della salute umana o il bene comune.


Così, se, come affermano le autorità “le morti per morbillo e pertosse cominciano a farsi rivedere a causa del calo delle vaccinazioni”, è auspicabile che il nesso tra calo delle vaccinazioni e le morti per morbillo e pertosse, sia un fatto semplice da accertare e dimostrare. Infatti, è sufficiente l’ultima rilevazione sulla mortalità infantile, per constatare come le affermazioni del presidente della Repubblica, dell’ordine dei medici, di Renzi e della Lorenzin siano assolutamente prive di qualsiasi fondamento scientifico. I fatti relativi alla mortalità infantile per morbillo e pertosse, secondo il più accreditato istituto nazionale di statistica, attestano che:


«In Italia, dal 1887 al 2011, il tasso di mortalità sotto i 5 anni diminuisce progressivamente; nel 1895 la mortalità sotto i 5 anni in Italia è pari a 326 per mille nati vivi ed è dovuta nel 65% dei casi (212, in tutto) a malattie infettive; nel gruppo residuale delle altre malattie infettive e respiratorie (14% della mortalità) si annoverano il morbillo (responsabile di circa il 3% dei decessi), la meningite (3%), la pertosse (2%), e la malaria (2%); negli anni successivi, fino al 1931, il tasso di mortalità si dimezza passando a 170 per 1.000 nati vivi. Alcune malattie infettive, infatti, come vaiolo e difterite, arrivano quasi a scomparire, nel periodo in esame, altre (scarlattina, pertosse, morbillo e malaria) diminuiscono in maniera consistente (ma, del vaccino, in quel periodo non vi è ancora traccia)».


Questi riscontri statistici rivelano che morbillo e pertosse non sono mai stati un vero problema epidemiologico, per l’Italia, ma che essi erano naturalmente diminuiti, fin quasi a scomparire, già nel lontano 1931, ovvero diversi decenni prima che le vaccinazioni specifiche fossero introdotte dalle normative.
Inoltre, il più qualificato documento della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici - che preannuncia sanzioni disciplinari ai medici che sconsigliano le vaccinazioni - oltre a porsi in contrapposizione con il dettato dell’articolo 4 del Codice Deontologico Professionale (“L’esercizio della Medicina è fondato sulla libertà e sull’indipendenza della professione”), cita, a sostegno dell’utilità dei vaccini, opere di autorevoli e stimati scienziati che, però hanno lavorato e costruito la propria carriera proprio sui vaccini. 


Come ho già scritto e documentato innumerevoli volte in passato. I vaccini sono “farmaci”: in greco la parola farmaco deriva dapharmakon, che significa “veleno”. Un dato allarmante riguarda proprio le malattie dovute all’abuso o all’uso non corretto dei farmaci (malattie iatrogene) che, secondo i dati della rivista dell’Ordine dei medici americano (Jama), rappresentano la terza di causa di mortalità negli Stati Uniti. 


D’altra parte, se i vaccini fossero sicuri e la loro somministrazione non comportasse rischi perché mai in Italia è in vigore la legge 210 del 1992, sui danni provocati dai vaccini? Perché mai l’Organizzazione Mondiale della Sanità dedicherebbe, proprio alla sicurezza dei vaccini, un libro di oltre 200 pagine, intitolato “I basilari della sicurezza dei vaccini”? (WHO: Vaccine Safety Basics. 2013)? Perché gli Stati Uniti d’America si sarebbero dotati del cosiddetto “VAERS”, ossia il “Vaccine Adverse Event Reporting System”, ossia un sistema di registrazione degli eventi nocivi dei vaccini, nell’ambito di un programma nazionale di sorveglianza sulla sicurezza dei vaccini? Perché il VAERS si occupa della sorveglianza sulla sicurezza che si effettua dopo che il vaccino è stato immesso in commerci, ed è co-sponsorizzato, dai Centers for Disease Control (CDC) e dalla Food & Drug Administration (FDA)? Perché mai esisterebbe il National Vaccine Injury Compensation Program (NVICP), ovvero il programma federale che prevede risarcimenti per tutti coloro che hanno subìto danni da vaccini, e l’obbligo da parte di chi somministra vaccini, nel caso delle vaccinazioni pediatriche, di informare accuratamente i genitori, riguardo al rapporto rischi/benefici delle vaccinazioni? Come mai se ora su “PubMed” (il motore di ricerca della US National Library of Medicine) digitiamo “vaccine toxicity” (tossicità dei vaccini), “Vaccine adverse effects” (effetti nocivi dei vaccini) o “vaccine side effects” (effetti collaterali dei vaccini), otteniamo, rispettivamente, oltre 5.113, oltre 31.031 e oltre 33.402 articoli scientifici (in costante e progressivo aumento!)? Ma cosa avranno mai rilevato così tanti scienziati, in numerose pubblicazioni sulla tossicità dei vaccini, se i vaccini secondo la vulgata corrente delle autorità sono “innocui” fanno solo bene e si possono anzi, si devono assumere per imposizione?


Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il mercato dei vaccini ammontava all’incirca a 5 miliardi di dollari americani nel 2000 e, passato a 24 miliardi (sempre di dollari americani) nel 2013, e nel 2025 toccherà i 100 miliardi. 


Come si raggiunge il traguardo dei 100 miliardi di dollari, se non incentivando le pratiche di vaccinazione di massa, a tutti i livelli (sociale, sanitario, politico, amministrativo? A proposito: c’è una corrispondenza tra gli interessi di chi tutela (si fa per dire) la salute pubblica e quelli di chi produce farmaci e vaccini?


La risposta si trova in un documento ufficiale del Parlamento Britannico: “L’influenza dell’industria farmaceutica”. Il business dei farmaci/vaccini è una delle attività economiche più importanti dei Paesi industrializzati. I maggiori produttori di vaccini sono Novartis, Pfizer, Sanofi, Glaxo Smith Kline, Merck e Astra Zeneca.


Il ministro pro tempore Beatrice Lorenzin, ovvero l’appena diplomata ad un liceo classico (ex Forza Italia, poi con Angelino Alfano, lo stesso ministro - prima dell’interno poi degli esteri - che non risponde agli atti parlamentari sulla sparizione di migliaia di minori dai centri di accoglienza italiani e sul massiccio espianto di organi in cliniche private del nord Italia) ha detto:


«la pertosse sarebbe un virus; la pertosse sarebbe un male incurabile e che i bambini li si ricovera e si darebbe loro "quel che si trova"; per curare i virus si userebbero gli antibiotici; per due anni consecutivi è andata raccontando che in Inghilterra ci sarebbero stati oltre 200 morti di morbillo, eravamo di fronte ad un'epidemia di meningite ed altre amenità di questo tipo, ho fondati motivi per ritenere non solo che la Lorenzin non abbia la minima idea di ciò che fa e dice, ma parla di cose che non conosce prendendo informazioni, come disse lei, da "quello che trova", ma soprattutto che chi l'ha nominata, votata, riproposta, rivoltata e la citi, evidentemente, ha le medesime conoscenze».


Quando la politica poi obbliga la massa a sottostare e subire scelte terapeutiche stabilite da chi gestisce il potere e quanto meno opinabili da un punto scientifico, non si può fare a meno di subirne anche gli effetti iatrogeni. I mass media hanno ripetutamente sostenuto che, per i bambini, i vaccini sono uno degli interventi medici più importanti per la salvaguardia della salute essendo sia sicuri che protettivi per le malattie pericolose. Molti genitori, dopo aver sperimentato sulla propria pelle gli effetti collaterali, si sono resi conto che la loro fiducia era stata tradita. 


Ovviamente però l’obbligo vaccinale dovrà valere anche per tutto il personale della scuola, insegnanti, ausiliari, preside eccetera, ma soprattutto tutti i componenti del governo, il capo dello Stato, tutti i parlamentari, tutti i politicanti favorevoli ad ogni livello, e così via. Troppo comodo vaccinare i bambini con il ricatto ed esentare gli adulti. Vaccinati licenziati. Poi stiamo a vedere chi deciderà quali vaccini saranno obbligatori. In ogni caso, i bambini non sono cavie. Questo governicchio tricolore di eterodiretti di certo non espressione della volontà popolare, va destituito e processato per direttissima.


riferimenti:
















































Gianni Lannes, BAMBINI A PERDERE, Lpe, Cosenza, 2016.

fonte http://ilsapereepotere2.blogspot.it/2017/05/vaccini-governo-italiano-telecomandato.html

Siamo in mano a dei folli

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Siamo in mano a dei folli convinti di essere dalla parte della scienza come lo erano coloro che ridevano dei primi prodotti biologici o di chi contestava l'abuso di antibiotici. Sono fondamentalmente dei positivisti ingenui, ma qua c'è di più: sono guidati da paura e furore e la loro concezione della scienza è magica. In poche parole non è più possibile nessuna mediazione con costoro, con il governo ombra di Alfano che si regge non sul consenso ma sulle commissioni dell lobbies. Avete dichiarato guerra allla gente che si informa, che studia, che cerca di capire, che utilizza il metodo scientifico in qualunque ambito. E guerra sia.

fonte Sa Defenza


DELIRIO SANITARIO 12 VACCINI OBBLIGATORI

























“Siamo ormai al delirio sanitario: il Parlamento intervenga”. A sentir parlare di Tribunale dei minori quasi trasecola il direttore generale del Moige, l’organizzazione che da 19 anni si occupa di protezione e sicurezza dei bambini all’interno della famiglia, con quasi 50mila genitori aderenti. Parla del decreto approvato venerdì in Consiglio dei Ministri che introduce da settembre l’obbligatorietà di 12 vaccini per l’età scolare (0-16 anni) che oltre a sanzioni salatissime contempla la più estrema: la sospensione della patria potestà. Il decreto prevede che il genitore inottemperante venga segnalato dall’ASL al Tribunale, laddove richiami e multe fino a 7.500 euro non bastassero. Pugno fermo e mano pesante è la linea, anche se il premier Gentiloni in persona ha più volte ribadito che “non c’è uno stato di emergenza ma una preoccupazione alla quale il governo intende rispondere”. La risposta però non piace affatto all’associazione dei genitori già critica sull’obbligatorietà dei vaccini.


E’ ormai sera quando Ilfattoquotidiano.it raggiunge il segretario generale Antonio Affinita e davanti alla notizia della patria potestà minacciata sbotta così: “La misura è colma, siamo al delirio sanitario. Il governo si mette contro 16 milioni di famiglie e la ministra Lorenzin, che mai le ha coinvolte a un tavolo per parlare di queste cose, agita lo spettro di multe superiori a quelle riservate a chi vende alcolici o tabacchi ai minori. E adesso perfino la patria potestà sui figli. Incredibile”.

La rabbia parte da lontano. “Tutto questo per coprire anni di campagne di profilassi inefficaci e fallimentari perché non hanno voluto coinvolgere le famiglie che sono i grandi assenti delle politiche vaccinali intraprese dal Ministero della salute. Basti pensare all’ultimo tema e a come sono arrivati a certi provvedimenti, utilizzando il picco sanitario del morbillo per arrivare – in controtendenza al sistema europeo – a una misura senza precedenti e proporzioni“. Un fiume in piena: “Siamo al dirigismo statalista, arrivare a togliere i figli significa aver superato i limiti di ogni rispetto istituzionale. Come famiglie siamo a dir poco sconvolti dalle modalità di agire del governo. Lo dico senza mezzi termini: è crollato il rapporto fiduciario con le istituzioni e mi auguro che il Parlamento rimedi”.


Insiste sul fatto che “le famiglie italiane possono essere trattate con questa coercizione”. Ricorda che l’Italia è nella topten dei Paesi dove la mortalità infantile è più bassa. “I genitori italiani trattano i loro figli nel migliore dei modi. Non c’è nessuna dinamica di emergenza in termini di salute per i nostri figli, lo dice perfino Gentiloni. E allora proprio non riusciamo a capire cosa si sta facendo ma ci auguriamo che subito le forze politiche in Parlamento blocchino questo delirio”.

E torna sul ministro Lorenzin. “Lo abbiamo sempre detto: sul tema delle vaccinazioni serve una grande conferenza nazionale di approfondimento che coinvolga tutte le forze in campo e si allinei su livelli europei. Per rispondere alle problematiche sui rischi da vaccinazione abbiamo chiesto di fare un’azione di sorveglianza attiva pin modo tale da rispondere in modo scientifico ai dubbi. Ma stiamo parlando di cose troppo raffinate per chi pensa di togliere i figli a quell’esigua minoranza di genitori che per motivi di principio o di libertà terapeutica decidono diversamente”.

di Thomas Mackinson | 19 maggio 2017

Senza darlo a vedere


Fatima liquidata

Ci sono due vie per diventare refrattari alla realtà – alla realtà pura e semplice, quella che si mostra nella sua evidenza a chiunque abbia una mente sana. Una è quella del sentimentalismo narcisistico: ripiegato su ciò che “sento” o “non sento”, sono tutto teso a gustare le mie sensazioni, pensando di trovarvi Dio o di percepire la sua grazia quasi fosse un fenomeno fisico, piuttosto che un dono soprannaturale. L’altra è quella dell’intellettualismo contorto, che “piega” la realtà ai miei schemi mentali fino a farvi rientrare qualsiasi cosa, anche la più abnorme. Il denominatore comune è la centralità dell’io, che ha bisogno di garantire il proprio benessere. La seconda opzione è da sempre la specialità dei clericalismi di opposte sponde, ma anche la prima, grazie ai movimenti ecclesiali, si è conquistata un posto di tutto rispetto. Sono poi possibili anche varie combinazioni: per giustificare scelte dettate dall’emotività, posso sempre tentare ardite arrampicate sugli specchi con gli attrezzi della teologia, antica o moderna.


La prima opzione ha reso moltitudini di cattolici perfettamente malleabili dalla sistematica opera di mistificazione con cui si camuffa l’apostasia; basta fornire loro regolarmente occasioni per provare emozioni forti e inghiottono qualsiasi enormità: «È stato così bello…!». La seconda ha generato schiere di intellettuali dalle idee chiare e distinte con cui, in linea di principio, si può giustificare tutto e il contrario di tutto. In questo caso la vita cristiana si trasforma in un edificio concettuale che assicura la salvezza in base alla conoscenza di un insieme di dottrine e all’attuazione esterna di un certo numero di riti e precetti, con la benedizione di una grazia (o misericordia, a seconda del contesto) puramente nominale, tale da risolvere apparentemente l’impassedi esigenze evangeliche irrealizzabili con le sole forze umane. Di santificazione personale, in ogni caso, neanche a parlarne: il minimo sindacale per essere in regola diventa il massimo cui si possa aspirare; i Santi, sì, son brava gente, ma non oserai mica pretendere di imitarli?!?

Di quel fuoco divino che il Figlio di Dio è venuto ad accendere sulla terra (cf. Lc 12, 49), in un caso come nell’altro, non si vede traccia, salvo a farsi illusioni. Troppo pericoloso per i castelli di carte. È molto più comodo, in fin dei conti, continuare a sbraitare rabbiosamente contro gli scandali della “neochiesa” oppure, sull’altro versante, persistere nei patetici tentativi di normalizzazione con fette di mortadella sempre più spesse sugli occhi o, ancora, impastare tutto di melassa sentimentaloide con tanto di sospiri sapienti: «Finalmente! Ci voleva un papa così!». Di fatto, la vita dell’anima langue, rimpiazzata, a seconda degli ambienti, da dotte controversie, equilibrati aggiornamenti o esaltanti bagni di folla. Degli insegnamenti dei Santi si selezionano le profezie apocalittiche o, al contrario, le presunte anticipazioni del Vaticano II; detti ed esempi di ascesi e preghiera sono molto meno popolari, mentre le loro severe rampogne valgono sempre per gli altri…

I pastorelli di Fatima sono stati canonizzati perché hanno visto la Madonna? – si chiedeva in questi giorni un giovane sacerdote che prepara un dottorato in sacra teologia. Certamente no: non basta ricevere visioni per farsi santi, ci vuole un esercizio delle virtù portato ad un grado eroico. I bambini sono in grado di raggiungere l’eroicità delle virtù? A quanto pare, sì: Francesco e Giacinta, dopo aver visto l’Inferno, presero assolutamente sul serio l’invito della Signora a pregare e fare penitenza per i poveri peccatori, troppi dei quali vi finiscono perché non c’è chi si sacrifichi per loro. Perciò i due fratellini, finché non si ammalarono per la spaventosa epidemia detta “spagnola” (probabile frutto di un esperimento di guerra batteriologica sfuggito di mano), si gettarono a corpo morto, con la tipica radicalità dei bambini, nella recita di innumerevoli rosari e nella pratica di dure penitenze fisiche. Da ammalati offrirono le loro terribili sofferenze e la loro stessa morte per la conversione dei peccatori; Giacinta sopportò persino, per la stessa intenzione, un’operazione senza anestesia al petto, dove le si era aperta un’enorme piaga purulenta.

Come vedete, non siamo nel campo delle idee né dei sentimenti. I veggenti di Fatima – soprattutto Lucia – conoscevano bene il Catechismo ed erano cresciuti in un’intensa religiosità familiare, ma questo non esaurì la loro vita cristiana, bensì li dispose ad associarsi alla Passione del Signore e della Madre Sua, che aveva loro mostrato il proprio Cuore circondato di spine. Il vescovo vestito di bianco può pure ironizzare sul messaggio di Fatima per demolirlo senza darlo a vedere, poco prima di canonizzare due di loro senza nemmeno accennare al modo in cui si sono santificati e al motivo per cui la Chiesa li propone come esempi da imitare. La realtà tuttavia (quella realtà pura e semplice da cui siamo partiti) è che quel Gesù che «ha pagato per noi sulla Croce» ha sempre unito alle Sue sofferenze salvifiche, fin dall’inizio, dei cristiani che, come la Madonna sul Calvario, cooperassero con Lui per meritare la grazia della conversione ai peccatori ostinati che rifiutano la Redenzione ormai compiuta. Per essere salvi non basta – come ha insegnato quel disgraziato di Lutero e il suo moderno epigono ripete – convincersi di esserlo con una vaga fede in Cristo crocifisso. La «Maria abbozzata da sensibilità soggettive», in realtà, è proprio quella di Bergoglio, una «Santina» che ci incoraggia a confidare in una salvezza «a basso costo».

Ma ora, una volta respinte al mittente queste banali accuse con cui la massoneria si vendica di una mariofania che l’ha umiliata come nessun’altra, distogliamo lo sguardo da queste sciocchezze e rivolgiamolo altrove. Di nessun papa abbiamo mai scrutato il più piccolo motto fino a perderci il sonno; perché dargli questa soddisfazione? Anziché farci risucchiare nel vortice dello sdegno o, all’opposto, affannarci a raccogliere brandelli di cattolicità disseminati apposta per rassicurare i normalizzatori, imitiamo Francesco e Giacinta senza timore di apparire anacronistici: offriamo generosamente le nostre sofferenze a Dio mediante il Cuore immacolato di Maria per la conversione dei peccatori e l’autentico rinnovamento della Chiesa. Non è già forse un terribile dolore sentirsi orfani di Madre e di Pastore? Pensate a quanti rischiano di rimanere eternamente senza Dio per giusto castigo della loro ostinazione nel peccato, non perché abbiano “scelto” l’Inferno quasi fosse un’opzione fra le tante, come sostiene ancora il nostro dottorando in teologia… e adorate i disegni dell’infinita misericordia divina (quella vera, non l’immaginario colpo di spugna), che giunge a chiedere ad altri, in virtù della Comunione dei santi, di espiare e meritare al loro posto perché ciò non avvenga. Questo non è intellettualismo, né sentimentalismo, né sensibilità soggettiva o chissà cos’altro… ma la via della santità.


https://apostatisidiventa.blogspot.it/2017/05/senza-darlo-vedere.html

mercoledì 17 maggio 2017

Dieta mediterranea, per le multinazionali difenderla è una colpa: “Accanita difesa del grano del Sud”

Oggi siamo al paradosso. Il capitalismo finanziario che regna sovrano al posto degli Stati democratici vuole convincerci che parlare di diritti è fuori moda. Così come parlare di produzioni locali e primato della salute. Anche di questo si è discusso al convegno sulla sovranità monetaria andato in scena ieri a Palermo. Il nostro blog ha fornito un esempio concreto dell’arroganza del potere economico…
La dittatura del capitalismo finanziario. Il tradimento della moneta unica europea che ha reso tanti Paesi, Italia in primis, molto più poveri di prima. Lo strapotere delle multinazionali che si fanno confezionare leggi e trattati ad hoc. La perdita di sovranità politica che si è tradotta in una guerra di potenti consorterie economiche contro gli interessi dei territori. Di tutto questo si è parlato ieri, nel corso di un interessante convegno andato in scena al Don Orione di Palermo, al quale hanno preso parte economisti cosiddetti ‘sovranisti’ arrivati da tutta l’Italia ed esponenti dei movimenti sicilianisti.
Qui abbiamo pubblicato l’intervista al professor Ernesto Screpanti che ha tracciato un bilancio dei primi 16 anni di moneta unica. In buona sostanza, da quando c’è l’euro, a crescere sono state solo disoccupazione, povertà e precarizzazione. Mentre si è fatto di tutto per distruggere lo stato sociale e i diritti dei lavoratori. Screpanti è uno studioso di primo piano, carte e numeri a sostegno della sua analisi che vi invitiamo a leggere sintetizzata, come è necessario che sia, nell’intervista che ci ha gentilmente concesso. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo L’imperialismo globale e la grande crisi, dove approfondisce il ruolo delle multinazionali e del  finanzcapitalismo.
Un tema ripreso da Franco Busalacchi (candidato alla Presidenza della Regione ed editore di questo blog) che nel suo intervento ha ripercorso le tappe dello sviluppo capitalistico dalla caduta del muro di Berlino ad oggi, soffermandosi su un esempio molto concreto -e che ci riguarda da vicinissimo – di quel potere delle multinazionali che somiglia tanto all’arroganza.
“Quando è caduto il muro di Berlino – ha detto Busalacchi – non ho esultato più di tanto. Perché se è vero che bisognava porre fine a quel comunismo, qualcosa che poteva essere e non è stato, è anche vero che fungeva da deterrente. Il muro è caduto perché il capitalismo ha vinto ed è un capitalismo che non fa prigionieri. I partiti che orbitavano in quell’area avrebbero dovuto arginare i danni del capitalismo sfrenato, ma non lo hanno fatto. Sono cambiati, rinunciando alla loro identità  che avrebbe loro consentito di essere una realtà molto più importante di quello che sono, a  partire da quel partitino che si chiama PD”.
“Oggi, oltre all’impoverimento dei cittadini italiani di cui ha parlato il professor Screpanti – ha aggiunto l’editore di questo blog – sempre meno persone detengono la ricchezza mondiale. Siamo passati da 500 a 8 persone che controllano il 99% della ricchezza”
“E’ un sistema che non ha scrupoli, lo vediamo ogni giorno e posso fornirvi un esempio che mi riguarda: sapete di cosa mi accusano le multinazionali della pasta che mi hanno fatto causa? Di difendere accanitamente il grano del Sud Italia. Avete capito bene, questa sarebbe la colpa che viene contestata al blog I Nuovi Vespri, di cui sono editore: ‘difesa accanita del grano meridionale’. Quello che per me è un onore, per loro è una colpa”. 
A questo punto, la platea, colpita dalla notizia, ha chiesto dettagli.
Il caso, come probabilmente molti dei nostri lettori sanno, nasce dalla nostra campagna a favore della dieta mediterranea e delle produzioni locali. La pasta, va da sé, è un pilastro della nostra dieta, ma che pasta? Con numerosi articoli e con la collaborazione dell’associazione GranoSalus abbiamo affrontato il tema del grano usato dalle industrie della pasta. Che, in tantissimi casi, italiano non è. Non solo. Arriva da Paesi che, non avendo le nostre condizioni climatiche, per fare maturare la pianta usano il famigerato glifosato o altre sostanze tossiche.
Un problema, quello del grano estero, confermato anche da diverse associazioni di categoria. Confagricoltura Sicilia, ad esempio, ha parlato chiaramente di farsa del Made in Italy con riferimento proprio alle multinazionali della pasta.
Poi sono arrivate le analisi di GranoSalus su otto marche di pasta. E apriti cielo: i signori della pasta finto Made in Italy hanno sfoggiato schiere di avvocati. Anche contro il nostro blog che ha il ‘difetto’ di cui sopra.
“Se il grano cresce dalle nostre parti è perché abbiamo le giuste condizioni climatiche. Cosa è l’eta dell’oro? E la Sicilia a Giugno, le bionde messi. Questi signori, invece, si fanno arrivare grano estero che contiene di tutto e su navi che magari il giorno prima trasportavano petrolio. E i limiti accettati dall’Unione europea quando parliamo di sostanza tossiche? Non ci vuole un genio per capire che le lobby esercitano pressioni anche a Bruxelles. Tra l’altro, parliamo di limiti consentiti sulla base del consumo medio europeo che non è quello italiano, né tanto meno quello siciliano. E che nessun limite può essere tollerabile quando si parla di veleni”.
“Come ha già detto l’amico Massimo Costa – ha aggiunto Busalacchi – il fatto che la pasta industriale costi meno è una trappola. Corriamo il rischio di spendere i soldi risparmiati per curarci dopo avere mangiato veleni”.
La pasta non è l’unico esempio. C’è anche la questione dell’olio d’oliva tunisino e di tanti altri prodotti che arrivano sulle nostre tavole solo per favorire questa o quella lobby. Il tutto sempre con l’avallo dell’Unione europea.
E il Sud Italia e la Sicilia rischiano di pagare il fio più amaro.  Queste forze del finanzcapitalismo che dettano legge al posto degli Stati democratici non hanno nessun interesse a fare crescere la nostra agricoltura, le nostre produzioni locali. Non hanno nessun interesse a salvare e difendere la dieta mediterranea.  Tra la salute dei consumatori e il loro  business scelgono il secondo.
E’ una lotta impari? Davide contro Golia? Certo non è facile. Ma, per cominciare,il cambio di abitudini nei consumi è un’arma potentissima:
“Sono le paste industriali a dovere diventare una nicchia, non le nostre produzioni locali”, ha sottolineato Busalacchi.
Su questo argomento la platea si è infiammata. Non è sfuggito a nessuno dei presenti l’importanza della difesa della salute che nel nostro caso va di pari passo con la difesa della nostra economia.
Va da sé, come hanno sottolineato sia Busalacchi che Massimo Costa, che non si potrà agire, a livello politico, con azioni concrete a protezione delle nostre produzioni, finché ci terremo una classe politica asservita ad interessi che non sono quelli dei Siciliani.
 fonte http://www.inuovivespri.it/2017/05/14/dieta-mediterranea-per-le-multinazionali-difenderla-e-una-colpa-accanita-difesa-del-grano-del-sud/#_

REV. KRAMER: «BERGOGLIO DEVE DIMETTERSI, IL VERO PAPA È BENEDETTO XVI, È STATO OBBLIGATO ALLE DIMISSIONI»



Radio Spada recentemente ha intercettato e diffuso in esclusiva per l’Italia la considerazione di Sede Vacante pubblicata su Facebook e Twitter dal Rev. Paul Kramer, esperto di Fatima e autore del testo «La battaglia finale del Diavolo».  Secondo padre Kramer la Sede sarebbe in realtà usurpata da Bergoglio e la certezza di ciò- dice- viene dal fatto che nella «Evangelii Gaudium», al n° 247, Bergoglio avrebbe fatto «esplicita professione di eresia, direttamente opposta alla solenne definizione dogmatica di Papa Eugenio III e del Concilio Ecumenico di Firenze, e la dottrina detta dal supremo magistero di Papa Benedetto XIV in Ex Quo Primum, che ripetutamente ed esplicitamente cita la definizione di Firenze, in cui l’alleanza Mosaica è stata “revocata” ed “abrogata”».
Raffronto: «Evengelii Gaudium» n. 247: «Uno sguardo molto speciale si rivolge al popolo ebreo, la cui Alleanza con Dio non è mai stata revocata». Concilio di Firenze: «La sacrosanta Chiesa Romana … crede, professa ed insegna fermamente che la materia riguardante l’Antico Testamento, la Legge Mosaica, che si divide in cerimonie, riti sacri, sacrifici e sacramenti, poiché essi vennero stabiliti per significare qualcosa di non ancora avvenuto, anche se furono propri del culto divino di quel tempo, dopo la venuta di Nostro Signore, essi hanno CESSATO la loro funzione, e hanno avuto inizio i sacramenti del Nuovo Testamento». (D.S. 1348) ecc …

BREVE INTRODUZIONE

Secondo lo scrittore di apologetica Carlo Di Pietro, uno degli editor di Radio Spada, la frattura dottrinale rilevata da padre Kramer in realtà sarebbe già presente in altri documenti di Magistero universale e ordinario a partire dal Concilio Vaticano II, come faceva presente anni fa già mons. de Casto Mayer in una lettera inviata a Paolo VI, ma anche recentemente mons. Brunero Gherardini, mons. Michel Guérard des Lauriers e tanti altri; il riferimento è alla «Nostra Aetate» del 28 ottobre 1965 e ad altri documenti, ma anche al raduno probabilmente pancristiano e alla preghiera irenista di Assisi ’86 ss. (cf. Mortalium Animos). Riferisce il Di Pietro che in realtà «Nostra Aetate» si presenta come un documento «il cui insegnamento esprime la fede della Chiesa», come ribadito- dice- da Giovanni Paolo II il 12 marzo 1979 nel suo primo incontro con una delegazione di religione ebraica, dichiarazione poi confermata a Caracas il 25 gennaio 1985. Aggiunge che questo grave equivoco dottrinale si è creato sin da quando il Concilio Vaticano II ha definito «stirpe di Abramo» i contemporanei fedeli di religione ebraica, dimenticandosi della discendenza anche degli arabi per via di Ismaele, ma soprattutto- visibilmente stravolgendole- usando per insegnare universalmente alcune interpretazioni della Scrittura in maniera anti-tradizionale, quindi pare contro il dogma cattolico (cf. Provvidentissimus Deus, Satis Cognitum, Dei Filius, Professio Fidei Tridentina), poiché alla Chiesa «compete giudicare del senso genuino e dell’interpretazione delle sacre Scritture, né mai intendere e interpretare se non secondo l’unanime consenso dei padri», inoltre «mai si deve recedere da quel significato con il pretesto o con le apparenze di una più completa intelligenza».
Dagli studi pubblicati dal Di Pietro si apprende che nella corretta interpretazione tradizionale della Scrittura, così come la Chiesa ha sempre insegnato, l’antica Alleanza è «prossima a sparire» (cf. Mt 26,28; Mc 14,24; 2Cor 3,10; Eb 7,22; Eb 8), non solo, essa restò in vigore sino a poco dopo la morte di Cristo, fino alla prima divulgazione presso i giudei dell’epoca dei Vangeli. Abramo- ci ricorda- difatti era «cristiano in voto», credeva nel Cristo e da ciò deriva la «stirpe», dalla fede in Cristo (cf. Gv 8,56) e non da altro. Quanto dico, riferisce, è confermato da san Paolo: «Gesù Cristo è mediatore della nuova Alleanza affinché, avvenuta la sua morte per riscattare le trasgressioni commesse sotto la prima Alleanza, i chiamati ricevano l’eterna eredità, loro promessa» (Eb 9,15). Abramo è venerato ugualmente da ebrei, cristiani e mussulmani come «padre nella fede», tuttavia Gesù, in Giov. 8,33 e ss., ai Giudei che vantano la loro discendenza da Abramo oppone che non va intesa la «stirpe carnale» bensì quella spirituale nell’imitazione di Abramo, il proseguirne le opere nella sua fede; in Mat. 3,9 e Lc. 3,8 si legge di un Giovanni Battista che predica così ai Giudei: «Non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre»; in Gal. 3,28 ss. l’Apostolo Paolo dice «Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. E se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa». In Rm. 4,9 ss. si legge che la beatitudine non è concessa ai circoncisi in quanto tali, per presunta «stirpe» poiché «noi diciamo infatti che la fede fu accreditata ad Abramo come giustizia. Come dunque gli fu accreditata? Quando era circonciso o quando non lo era? Non certo dopo la circoncisione, ma prima. Infatti egli ricevette il segno della circoncisione quale sigillo della giustizia derivante dalla fede che aveva già ottenuta quando non era ancora circonciso; questo perché fosse padre di tutti i non circoncisi che credono e perché anche a loro venisse accreditata la giustizia e fosse padre anche dei circoncisi, di quelli che non solo hanno la circoncisione, ma camminano anche sulle orme della fede del nostro padre Abramo prima della sua circoncisione». Nella lettera di Giacomo 2,20 ss. si legge «Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza valore? Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull’altare? Vedi che la fede cooperava con le opere di lui, e che per le opere quella fede divenne perfetta e si compì la Scrittura che dice: E Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato a giustizia, e fu chiamato amico di Dio».
Lo studioso di Radio Spada e Agere Contra ricorda la dichiarazione rilanciata a suo tempo dal preparatissimo filosofo don C. Nitoglia in un noto «commento alla Nostra Aetate», frase attribuita all’ex rabbino capo di Roma Toaf: «Ebreo è un popolo che ha una religione. I due concetti sono inscindibili. L’identità ebraica è costituita soprattutto dall’appartenenza al popolo ebraico. Anche chi non è religioso è ebreo in quanto appartiene al popolo ebraico. La religione ebraica è solo per il popolo ebraico». Quindi in realtà sarebbero i Giudei che sembrano vantarsi di essere «stirpe di Abramo» ma è assolutamente fuori luogo- dice con il dovuto rispetto per ogni essere umano- che si avalli questa credenza poiché, come abbiamo visto, «non c’è stirpe di sangue e non c’è razza»; Abramo fu il più grande patriarca, uomo santo e di provata fede, e Cristo confermò la discendenza di Abramo in coloro i quali seguono la Verità, la Parola, scacciano il peccato e la menzogna e credono in Lui, si battezzano. Leggiamo il Battista: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile» (Lc. 3,16-17). Sappiamo dalla Chiesa che «in Gesù Cristo la benedizione di Abramo passa alle Genti» (Gal. 3,14), Gesù nel Vangelo dice ai farisei: «non dite: Abbiamo Abramo per padre» (Mt. 3,9; Lc. 3,8), «la discendenza, deriva dalla fede di Abramo» (Rm. 4,16), «quelli che hanno fede, son benedetti con Abramo che credette» (Gal. 3,9). Si può dire, conclude Di Pietro, senza paura di sbagliare, che la «stirpe di Abramo» è nel battezzato (anche di sangue o in voto) ecco perché «Extra Ecclesiam nulla salus»L’Alleanza è con colui che è in comunione con la fede di Abramo ed i santi; come ci insegna San Pio X nel «Catechismo Maggiore», infatti, «Non appartengono alla comunione dei santi nell’altra vita i dannati ed in questa coloro che si trovano fuori della vera Chiesa (Giudei n° 126, apostati n° 128, scismatici n° 129, eretici n° 127, infedeli n° 125, scomunicati n° 130)». E questa- dice, tanto per essere chiari- non è intolleranza ma è teologia, è fede.
Aggiunge Di Pietro che non è una questione di antisemitismo o di pregiudizio oppure di “fede alla Denzinger” e “neopelagianesimo autoreferenziale” (cf. Evangelii Gaudium, n° 94 – ps: al 93 cita de Lubac condannato dal Sant’Uffizio per Nouvelle Théologie), ci mancherebbe altro, ma è davvero una faccenda di verità (1Cor. 13,6) che va salvaguardata a tutti i costi (cf. 1Cor 12,3; 1Cor 16,22 Gl 1,8-9) e costi quel che costi (cf. Rm. 8,8; 1Tes. 2,4; 1Tes. 4,1). Giovanni Paolo II, per esempio, nel suo Catechismo insegnava e vincolava a credere che «l’Antico Testamento è una parte ineliminabile della Sacra Scrittura. I suoi libri sono divinamente ispirati e conservano un valore perenne [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 14] poiché l’Antica Alleanza non è mai stata revocata». Ora, se si riferiva ai testi del Vecchio Testamento, è ovvio che non sono stati revocati, altrimenti si diventerebbe «Marcionisti»; se invece il riferimento è a presunte alleanze con Giudaismo, Talmudismo, Chassidismo, ecc … il senso dello scritto è il medesimo della «Evangelii Gaudium» ai n° 247 – 249. Chiaro no?- conclude- come può esserci Alleanza in atto in chi insegna a violare ostinatamente i primi Comandamenti, quelli che regolano il rapporto dell’uomo con Dio. La Scrittura è chiara: se non si crede nel vero Dio, ovvero nella Trinità, non c’è nessuna Alleanza e arrivano tremendi castighi, come nel caso del vitello d’oro (Es. 32-34), della ribellione contro Mosè (Num. 14,1-38), della ribellione di Core, Dathan e Abiram (Num. 16-17), episodi veracemente storici. Io non condivido la visione «profetica» di padre Kramer, inoltre ho dimostrato che anche Ratzinger sembra aver avuto in passato la medesima posizione di Bergoglio sull’argomento specifico, aggiunge Di Pietro, tuttavia l’ho intervistato volentieri insieme con l’amico avvocato Massimo Micaletti e con lo studioso di filosofia Gaetano Masciullo che in futuro dovrebbe approfondire l’intervista col padre e pubblicare uno studio sulla «Evangelii Gaudium». Praticamente se la Sede è vacante oggi, secondo me è vacante sin dal 25 dicembre 1961, quando il “papa buono” Roncalli, nel suo quarto anno di pontificato, promulgava la Costituzione apostolica di indizione del Concilio, la “Humanae Salutis” con probabili intenzioni di stravolgimento, o forse ancora prima, quando ci fu la probabile famosa e anti-canonica vicenda della doppia  fumata bianca nel 1958. Oppure, come meglio dicono altri, dal 7 dicembre del 1965 data della divulgazione della «Dignitatis Humanae» che conterrebbe un altro gravissimo errore dottrinale sotto forma di insegnamento della Chiesa docente; sembra davvero che il CV2 per accontentare il mondo stia frammentando e distruggendo il popolo di Dio in migliaia di piccoli gruppi nemici (modernisti, gallicani, rinnovati, riformati, spiritati, millenaristi, visionari, laicisti, neo-carismatici, cripto-pentecostali, catto-comunisti, neopelagiani, sedeplenisti, sedeprivazionisti, sedevacantisti, ecc …), e qualcuno dovrebbe porvi rimedio urgentemente poiché la vera fede può essere salva solo in chi custodisce secondo Deposito (cf. 1Tm. 6,12; 2Tm. 4,7).

Intervista al Rev. Paul Kramer

1) Se la Sede è vacante, cosa dovrebbe fare secondo Lei un buon cristiano?

Risp. Secondo il mio giudizio la Sede non è occupata da Bergoglio, ma non è propriamente vacante. Secondo le informazione che io ho ricevuto, le dimissioni di papa Benedetto XVI sono state forzate, e quindi invalide. Benedetto XVI secondo me- ed in base alle informazioni che ho, ndr – è ancora papa;

2) In alcuni ambienti, si ritiene la Sede vacante già con Giovanni XXIII; perché per Lei la vacanza inizia ora?

Risp. In passato, altri Papi hanno espresso posizioni eretiche. Ciò di per sé non fa di nessuno un apostata. L’eresia materiale non porta alla scomunica «latae sententiae». Bergoglio ha ricevuto la formazione dei gesuiti per avere l’ordinazione sacerdotale. Egli sa molto bene che la Chiesa ha dichiarato la revoca dell’Alleanza con gli Ebrei, e sa che il Concilio Vaticano I ha dichiarato che queste proposizioni dogmatiche sono «irriformabili in sé»; tuttavia, egli ha espresso il suo spregio per gli infallibili pronunciamenti del supremo Magistero tramite l’esplicita violazione di un dogma espressamente pronunciato. Nessun altro Papa, per quanto ne sia a conoscenza, lo ha mai fatto prima;

3) Che relazioni avrà ora Lei con il Suo Vescovo?

Risp. Io sono pensionato. Non ho avuto mai nessun problema con mio Vescovo e neanche con qualsiasi altro superiore ecclesiastico;

4) Ritiene che le messe d’ora innanzi celebrate siano invalide, in quanto «una cum Bergoglio» che per Lei non è Papa?

Risp. Secondo il Concilio di Trento, «materia et forma sacramenti essentia efficitur». Le parole «una cum Bergoglio» – nel «te igitur», ndr – non toccano la materia o la forma, e quindi non ha nessun effetto sulla validità della Messa;

5) Come sarebbe possibile, per Lei, ripristinare la piena legittima giurisdizione nella Sede?

Risp. Prima di tutto, i fedeli cattolici ed il clero devono essere informati che Benedetto XVI è ancora papa, non Bergoglio. Dopo una tale scandalosa raffica di eresie (letteralmente «eruzione eretica» o «sfogo eretico» – orig. «heretical outburst») nessun Cattolico può più avere fede in questo signor Bergoglio come fosse il supremo Pastore delle loro anime. Deve essere costretto alle dimissioni. Se non vi si riuscisse, la Divina Provvidenza porterà la crisi ad una soluzione, cosicché possa essere eletto un degno successore di papa Benedetto XVI allorché egli lascerà questo mondo o deciderà liberamente di dimettersi, senza minacce o costrizioni di alcun tipo.

Redazione Radio Spada (Copyright 2013)

Fonte :
https://www.radiospada.org/2013/12/scoop-rev-kramer-bergoglio-deve-dimettersi-il-vero-papa-e-benedetto-xvi-e-stato-obbligato-alle-dimissioni/
http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/